Intervista all’Epicentro Musicale


Epicentro Musicale nasce esattamente un mese dopo il terremoto in Abruzzo del 2009, con la prima edizione di Epicentro Festival. In questi anni l’associazione ha collaborato alla programmazione del Mèlos di Pistoia organizzando importanti eventi musicali con ospiti sia band affermate, sia band emergenti del territorio.
In tre anni di attività, abbiamo realizzato tre edizioni del festival, una rassegna musicale indipendente dal nome Epicentro Night, che ha visto sul palco The Zen Circus, Zeus!, Samuel Katarro, Love In Elevator e tanti altri, in più quest’anno abbiamo organizzato alcune serate al Capanno Black Out, storico locale alternativo pratese.
Il nostro festival è un evento benefico che coniuga buona musica e solidarietà. Gli incassi del festival sono donati alle popolazioni abruzzesi vittime del sisma, come per le precedenti annate. Quest’anno doneremo i proventi della
-E’ con queste parole direttamente rubate dalle labbra di Gianluca Danti che presentiamo l’Epicentro musicale. In fin dei conti Gianluca è l’addetto stampa del gruppo e nessuno potrebbe farlo meglio.
Ma cosa ci possiamo aspettare dall’edizione 2012 dell’Epicentro Festival?
-Abbiamo alzato un po’ il tiro della manifestazione aumentando i giorni da due a tre. Per quanto riguarda la scelta delle band continuiamo a portare sul palco tanto realtà affermate quanto l’eccellenza locale.
Un’altra novità riguarda la location: il festival si svolgerà infatti al Parco Pertini di Agliana (Pistoia), all’interno del Giugno Aglianese, importante manifestazione che accoglie spettacoli di grande richiamo in equilibrio perfetto fra cinema musica ed intrattenimento.
Ci preme ribadire che l’ingresso è gratuito e gli unici incassi, quelli del bar, verranno interamente devoluti al progetto EVA. Quindi oltre a godere di bei concerti c’è anche la possibilità di aiutare in concreto le popolazioni terremotate costruendo fisicamente case.

Epicentro Festival,
Domenica 3 Giugno 2012: Calibro 35

-La musica, si sa, sta attraversando un periodo paradossale: prolifera nell’underground uno smisurato numero di band di qualità, ma allo stesso tempo è difficile per artisti e organizzatori poter contare su riconoscimento professionale ed economico. Cosa spinge sei ragazzi Toscani ad intraprendere una simile avventura?
-La situazione è difficile, alle fine la crisi è generalizzata, non solo nell’ambiente, e la scena artistica è una delle più vulnerabili. A peggiorare il tutto non c’è una grande coesione fra gli organizzatori di queste realtà. Spesso grandi band si lamentano di piccoli dettagli organizzativi, o richiedono cachet troppo alti.

-Che progetti ha per il futuro Epicentro? Dove vuole arrivare?
-Diciamo che siamo già ad un buon livello, siamo molto soddisfatti di questa esperienza. Ovviamente il nostro sogno è che diventi la nostra professione. Siamo sei ragazzi qualificati in quello che facciamo a livello professionale.
Speriamo in Pistoia e nelle istituzioni, ma ci vorrebbe uno spazio per poter offrire una programmazione da settembre a giugno, per creare un ambiente musicale in questa città. Non mancano propriamente gli spazi, ma la continuità, e la collaborazione anche magari delle altre organizzazioni come noi potrebbe essere intensificata: ci sarebbero più possibilità e la gente con una programmazione continua sarebbe più invogliata a venire a vedere concerti, anche solo per abitudine.

-Potendo scegliere qualche artista di spessore da portare al festival chi vorreste?
-Speriamo di poter prima o poi portare qualche artista di livello internazionale, anche se siamo molto contenti dei musicisti con cui abbiamo collaborato finora. Un nome in particolare non te lo saprei fare, però se dovessimo organizzare qualcosa coi Radiohead non ci tireremmo certo indietro!

Epicentro Musicale è formato da:
Gianluca Danti, ufficio stampa
Lorenzo Cecchi, fonico
Lorenzo Chiti, fonico
Francesco Frosini, allestitore
Ernesto Biagi, promozione
Marco Assente, riprese video.

Per ulteriori informazioni potete trovare in rete:
wwww.epicentromusicale.it
http://www.epicentromusicale.it

-carnera e eightand

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Actress – R.I.P.


Elettronica Lo-Fi/Narrazione omerica
Actress – R.I.P.
[Honest Jon’s Records, 2012]

Forse ai meno avvezzi al lo-fi questo disco farà un po’ storcere il naso. O forse no. In realtà in questo disco Actress (nome d’arte del londinese Darren Cunningham) riesce a coniugare melodie soffuse, quasi ambientali, con un piglio house piuttosto accattivante (Iwaad e The Lord’s Graffiti). In realtà questo non è vero.
L’anima del disco è rappresentata da una serie di bozzetti sperimentali, tratteggiati sottilmente su panorami astratti. Caves of Paradise è una gentile introduzione nel mondo bucolico tizianesco e Uriel’s Black Harp, lo strumento dell’arcangelo con cui Actress ci ipnotizza fino a Jardin, micro-esperimento silenzioso-estatico (Alva Noto ne sa qualcosa). Ma non è nemmeno qui che possiamo cristallizzare l’arte quasi magica di Cunningham. Serpents se ne esce fuori con un beat antico che riporta al primo Aphex Twin. Tree of Knowledge abbandona l’ascoltatore dentro a suoni metallici paranormali (cfr. Autechre), aprendo nuove strade conoscitive. Glint è un brevissimo schizzo di cristalli intrisi di misticismo. Forse questa può essere la parola chiave.
Come dichiara lo stesso Cunningham si tratta di un concept album, ispirato da “giardini, serpenti e caverne mitologiche” e bisogna ammettere che è proprio questa la sensazione che traspare: un monolite di marmo che significa mistero insondabile della conoscenza attraverso la parola intesa come racconto epico e quindi, linguaggio, si rimane paralizzati, in preda al dubbio.
Darren si lascia così alle spalle un repertorio più club-oriented e segue la scia del sogno di tramutarsi in perla: che non brilla dall’interno, ma si fa ammirare nella sua elegante perfezione.
Quanta classe.

-carnera

Lone – Galaxy Garden


Elettronica
Lone – Galaxy Garden
[R&S Records]

31 Marzo 2012, TPO, Bologna: James Blake djset + Lone live.
“Ragazzi, chi è Lone? Chiude la serata, sarà bravo!”

Matthew Cutler, alias Lone, è un produttore di musica elettronica, inglese di Nottingham.
Ha pubblicato cinque album e cinque EP negli ultimi cinque anni.
Certamente due frasi banali, ma il tono della recensione si adatterà a quello dell’album.
Le differenze rispetto al passato sono eclatanti: il nostro amico ha aumentato (di poco) i bpm, ha inserito delle (banalissime) voci maschili nel sottofondo e ha intensificato le collaborazioni.
Gli aspetti positivi sono invece i soliti synth ambientali e le (abusate) melodie, diventati ormai unico vero tratto distintivo.
Cutler si è rifugiato dietro al suo stile consolidato, rinnovando poco e male una musica fondata su elementi non più in grado di attirare l’attenzione (prendete un pezzo qualsiasi della tracklist).
Lying In The Reeds sarebbe l’unico episodio veramente positivo, se solo si arrestasse dopo i primi quaranta secondi, o se fosse il singolo d’esordio di un debuttante, smanettatore di Fruity Loops su di un Vaio malfunzionante (chi ha assistito – e si è effettivamente reso conto di cosa sia successo – alla performance al TPO capirà).
Non si riesce a capire cos’abbia in testa Lone (né cosa c’abbia visto Bibio, che all’uscita di Lemurian dichiarò che il disco fosse addirittura in grado di causare reazioni sinestetiche nell’ascoltatore). Il Lone che ci piace è quello che collabora con Keaver & Brause al progetto Kona Triangle, se non proprio originalissimo, perlomeno di gusto. Soliti beat, soliti synth, solite percussioni.
La classe è intatta, il fascino no.

1° Aprile 2012, treno regionale 6547.
“Ragazzi, che schifo Lone.”

-carnera